Joseph Goldstein – La volizione è la forza che guida ogni nostra azione

volizione

La volizione è una forza mentale che guida ogni azione: contiene potenziale karmico, dipende dalla motivazione e può essere osservata direttamente nei movimenti e negli impulsi che precedono ogni gesto.

Nell’aggregato delle formazioni mentali c’è un particolare fattore di speciale importanza. È la volizione (cetanā, in pali), e uno dei significati specifici del termine saṅkhārā è appunto questa particolare qualità mentale. Bhikkhu Bodhi definisce la volizione come il fattore che presiede alla realizzazione di un obiettivo. È come il capo del personale che coordina gli altri fattori mentali in relazione a un compito. È presente in ogni istante di coscienza e la sua funzione è organizzare, radunare e guidare gli altri fattori mentali in vista di un fine.

Joseph Goldstein - La volizione

Ecco uno schema che riassume gli elementi principali di questo insegnamento.

La volizione (altrimenti detta ‘intenzione‘) è così importante per la comprensione della propria esistenza e la ricerca della felicità perché contiene in sé la forza karmica dell’azione. Ossia, tutte le azioni intenzionali o volontarie, fisiche, verbali o mentali, hanno il potere di produrre risultati nel presente e nel futuro. L’energia dell’intenzione è come il potenziale di un seme. Un seme è piccolo, ma un piccolo seme può diventare un albero enorme. Inoltre, così come da un seme possono nascere molti frutti, le nostre azioni intenzionali possono produrre risultati innumerevoli.

L’intenzione di per sé è eticamente neutra. È la motivazione associata all’intenzione che sottende l’azione a determinare il frutto karmico che ne deriva, gradevole o sgradevole. Per quanto ci siano molti motivi dietro le nostre azioni, possono essere ricondotti tutti a delle tre radici salutari o non salutari:

  • quelle salutari sono non avidità, non odio e non illusione;
  • quelle non salutari sono avidità, odio e illusione.

Dato che la motivazione ha un ruolo determinante nella piega che prende la nostra vita, c’è una massima che dice: “Tutto riposa sulla punta della motivazione”.

Sebbene sia la motivazione a determinare il risultato, è il carattere intenzionale dell’azione a fornire l’energia karmica. La pratica di osservare e comprendere il fattore della volizione è importante non solo per via del suo potenziale karmico, ma anche perché spesso, inavvertitamente, ci identifichiamo con esso. Pur diventando consapevoli di fattori mentali come il desiderio o la calma, la rabbia e la gioia, e riconoscendone il carattere impersonale, possiamo facilmente identificarci con la volizione che sottende alle azioni, la sensazione, nel mezzo di tutte le attività della vita che sia ‘io’ a volerle, In tal modo, l’intenzione o la volontà diventano un perfetto nascondiglio per l’io,

Come osservare direttamente il fattore cruciale della volizione

Sebbene sia un fattore comune, che sorge in ogni istante, non sempre è quello predominante. Allora iniziamo col prendere in esame i momenti che precedono i movimenti fisici. Il corpo non si muove da sé; è mosso da un’intenzione della mente. Possiamo vederlo ogni volta che cambiamo postura o prendiamo qualcosa o cambiamo direzione muovendoci. Sono movimenti che non accadono da sé. C’è un fattore energetico nella mente che intende l’azione.

Possiamo notarlo in vari modi. Potremmo cogliere un preavviso di intenzione nella mente diventando consapevoli di un pensiero che ci spinga a fare qualcosa. Di per sé il pensiero non è un’intenzione, ma ci avvisa che potrebbe seguirne un’azione. Osservando attentamente questo processo, a volte noteremo un coagularsi dell’energia mentale (l’impulso o l’attimo del comando), al quale segue l’estendersi della mano o il voltarsi del corpo. A volte non sentiamo nulla di così tangibile, semplicemente sappiamo, subito prima di agire, di essere sul punto di muoverci, in quello che io chiamo l’attimo dello stare per. Tutti questi processi ci collegano al fattore della volizione.

Possiamo anche notare che le volizioni continuano a sorgere durante l’azione, non solo nella fase iniziale. L’intenzione si può paragonare a una corrente elettrica che fa funzionare un elettrodomestico o una lampadina. Se la corrente si interrompe, l’elettrodomestico si ferma o la luce si spegne. Allo stesso modo, anche per completare un solo passo dev’esserci un flusso continuo di intenzioni per far muovere il piede nello spazio. Se l’intenzione si arresta, il piede smette di muoversi. Possiamo fare un’esperienza diretta della natura impersonale dell’intenzione nei momenti in cui ci muoviamo con un certo impeto. Noteremo che per fermarci ci vuole una decisione mentale. E in mancanza di quella decisione vedremo che il flusso delle intenzioni prosegue il nostro movimento come se avesse una mente autonoma.

Datevi tempo per analizzare come si manifesta in voi il fattore della volizione mentale. Non si tratta di pensare alla volizione, ma di osservare attentamente cosa vi conduce durante il corso della giornata. Durante un ritiro personale fra i monti dell’India mi cimentai con questa investigazione. Stando fermo a un angolo della strada, aspettavo di cogliere l’effettiva intenzione di muovermi. C’erano molti pensieri che dicevano di muoversi, ma non davano inizio all’azione. Finalmente, forse condizionato dall’impazienza, notai l’attimo del comando, l’impulso, che diede inizio al movimento.

Sebbene le intenzioni siano molto rapide e poco significative, ciascuna contiene un enorme potere, il potere di generare risultati, il potere di produrre frutti. Nella contemplazione dell’aggregato delle formazioni mentali comprendiamo sia l’esperienza e il peso dell’intenzione, sia i diversi fattori mentali associati, salutari e non salutari, che ne determinano il risultato.

Mindfulness. Una guida pratica al risveglio

foseph goldstein mindfulness
La meditazione di consapevolezza, o mindfulness, che oggi ha travalicato i confini del buddhismo per trovare applicazione nei campi più disparati, si basa sul celebre Satipatthana sutta, il discorso del Buddha sui quattro fondamenti della presenza mentale: la consapevolezza del corpo, delle sensazioni, della mente e degli oggetti mentali, o dhamma. Ricco di riferimenti alle parole originarie del Buddha, agli insegnamenti di molti maestri buddhisti di varie tradizioni, e all'esperienza personale, il libro insiste sullo…
Paolo Subioli

È un libro molto importante, consigliatissimo, che può essere considerato un vero e proprio manuale pratico di meditazione vipassana.

Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?

Inserisci il tuo indirizzo per ricevere aggiornamenti (non più di 1 a settimana):

(ricordati dopo di cliccare sull’email di conferma)

[La foto sulla volizione è di Mina D]
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per potervi offrire la migliore esperienza d'uso possibile. Le informazioni contenute nei cookie vengono memorizzate nel browser dell'utente e svolgono funzioni quali il riconoscimento dell'utente quando torna sul nostro sito web e l'aiuto al nostro team per capire quali sezioni del sito web sono più interessanti e utili per voi visitatori.