Charlotte Joko Beck – Ecco l’arte di etichettare i pensieri

etichettare i pensieri

Etichettare i pensieri durante la meditazione è una pratica da osservare con molta cura e con continuità: così può veramente trasformare la nostra vita

Non c’è nulla di sbagliato nei nostri pensieri egocentrici salvo che, identificandoci con essi, la nostra visione della realtà è bloccata. Come comportarci allora con i pensieri? Li etichettiamo. Siate molto accurati nel lavoro; non basta l’etichetta ‘pensiero, pensiero’ o ‘preoccupazione, preoccupazione’. Notate ad esempio: ‘Pensiero: lui è un tiranno, ‘Pensiero: lei è ingiusta’, ‘Pensiero: non faccio mai niente che va bene’. Siate precisi. Se i pensieri precipitano a tale velocità che è discernibile solo la loro confusione, allora etichettate la perturbazione come: ‘Confusione’. Persistendo nella ricerca di un pensiero preciso, prima o poi lo troverete.

Praticando in questo modo diventiamo familiari a noi stessi, alla nostra vita e al modo in cui ci rapportiamo a essa. Constatando la comparsa dello stesso pensiero centinaia di volte, abbiamo scoperto qualcosa di noi che ignoravamo. Può darsi che il pensiero vada incessantemente al passato o al futuro. Alcuni rimuginano le situazioni, altri le persone, altri ancora se stessi. Alcuni alimentano in continuazione giudizi sugli altri. Ci vogliono quattro o cinque anni di etichettamento dei pensieri per giungere a conoscerci abbastanza bene. Ma cosa accade ai pensieri, etichettati con precisione e accuratezza? Accade che si placano. Non occorre forzarci a lasciarli. Quando si sono calmati, ritorniamo all’esperienza del corpo e del respiro: ancora, ancora e ancora. Non potrò mai sottolineare abbastanza che non si tratta di un paio di volte, ma di decine di migliaia di volte. Nel frattempo, la nostra vita si trasforma.

Da: Charlotte Joko Beck, “Zen quotidiano“, Astrolabio Ubaldini, 1991.

Per approfondire:

pensieri

letture di Charlotte Joko Beck

Zen quotidiano. Amore e lavoro

Charlotte Joko Beck, Zen quotidiano
N. pagine: 160
Uno dei capolavori dello zen americano, nel quale questa insegnante, che sa unire la tradizione secolare dell’Oriente con la psicologia contemporanea, ci spiega come la liberazione si possa ottenere proprio nella vita ordinaria di tutti i giorni.

[La foto, modificata, è di Christi Nielsen, Stati Uniti]

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