
Qual è il significato di gioia? La gioia nasce se si accetta pienamente ogni esperienza, senza cercare stabilità o felicità costante. La vera gioia è la pace del momento presente, indipendente dalle circostanze.
Che cosa significa praticare in modo da entrare in sintonia con la realtà altalenante della vita?
A volte i bassi sono più frequenti e profondi degli alti. Veniamo licenziati. Di colpo ci sentiamo fisicamente malissimo e non capiamo che cosa non vada. Il nostro compagno ci molla, o noi molliamo lui. I nostri figli vanno via di casa o ritornano. Con l’età e la malattia può capitare che i bassi siano più frequenti. Ma il nostro apprendimento accelera perché cominciamo a capire che la vita è sempre un saliscendi. Non starà mai ferma in modo che possiamo sentirci tranquilli. È proprio la follia di volere che le cose siano sempre le stesse, che rimangano piacevoli, a impedire alla nostra vita di essere gioiosa.
Essere gioiosi significa essere in qualsiasi punto dell’arco dell’altalena su cui siamo seduti. Da qualche parte saremo sempre. Ciò non significa che non ci importi delle cose, per esempio di perdere un lavoro o di ammalarci. Ci occuperemo di quello di cui dobbiamo occuparci, ma senza la pretesa di occuparcene subito, immediatamente, e per sempre. Il pensiero che dovrei essere gioioso quando sono sul fondo è un pensiero. È un concetto. La realtà è che quando sperimentiamo il momento pienamente, così com’è, la gioia si rivela. Ma per questo non dobbiamo fare niente; la gioia è, punto.
Questa gioia è accessibile in qualsiasi momento.
Quando riusciamo a essere solo e assolutamente quello che siamo, nasce una gioia facile e sorprendente. È una cosa semplicissima, per tutti. Quando comprendiamo che la pratica consiste nello stare davanti a quello che c’è, questo porta alla gioia. La gioia non è l’equivalente della felicità. Negli Stati Uniti abbiamo tanta ricchezza e tanti vantaggi materiali che tendiamo a pensare che la felicità sia un nostro diritto. E adoriamo i nostri oggetti di consumo. Pensiamo di poter raggiungere la felicità a forza di oggetti. Per la prima volta nella mia vita possiedo una lavastoviglie. Ho sempre pensato che, cucinando per una persona sola, una lavastoviglie non mi servisse: i piatti erano troppo pochi. E invece adoro questa lavastoviglie. È semplicemente meravigliosa. E al tempo stesso mi rendo conto che, se non avessi la lavastoviglie, potrei vivere comunque. Mi ci abituerei nel giro di un paio di giorni. La felicità è il “su-su-su”. La gioia è la pace in quello che c’è. Non dovrebbe essere diverso.
La gioia è quello che sta accadendo, meno la nostra opinione al riguardo. Significa che la vita e io siamo la stessa cosa. È solo “quello che sta succedendo”. Questo è gioioso.
Forse lo sapete già. Ma quando lo sapete davvero nel corpo, lo sentite. Allora incontrate la gioia in quello che c’è, senza farvi sballottare tanto da ogni piccolo sbandamento della vostra vita.
Da: Charlotte Joko Beck, “Meraviglia quotidiana. Vita e pratica zen“, Ubiliber, 2022.
Per approfondire:
Jack Kornfield – Come trovare la calma interiore negli alti e bassi della vita
Jon Kabat-Zinn – Fidandoci di noi stessi cambiamo il mondo
Charlotte Joko Beck – Citazioni e aforismi, biografia, testi e libri
Consulta l’indice tematico per approfondire i temi trattati qui: gioia, alti e bassi della vita, essere in pace con se stessi.
Una definizione di gioia dalla filosofia razionalista
Una delle migliori definizioni di gioia la dobbiamo al filosofo del Seicento Baruch Spinoza. Ebreo bandito dalla sua comunità perché credeva che Dio si potesse trovare anche negli alberi e nelle pietre, fu costretto a vagare per l’Olanda senza famiglia e senza fissa dimora, mantenendosi a malapena con il suo lavoro di tornitore di lenti. Spinoza credeva che la storia delle nostre vite, in buona sostanza, sfuggisse al nostro controllo, e associava la gioia alla casualità e all’imprevisto: per lui era un’emozione che si fa largo in noi quando una cosa risulta migliore di quanto ci potessimo mai immaginare. «La Gioia è una Letizia accompagnata dall’idea di una cosa passata, accaduta insperatamente.»
Da: Tiffany Watt Smith, “Atlante delle emozioni umane“, UTET, 2017.
Meraviglia quotidiana. Vita e pratica zen

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