Meditazione dopo una conversazione: coltivare la consapevolezza nelle relazioni

Come ti senti dopo una conversazione? È una domanda che ben pochi di noi si pongono, perché subito dopo aver parlato con qualcuno – di persona o al telefono – passiamo immediatamente all’attività successiva. Ciò che vorrei proporre oggi è una pratica di consapevolezza da attuare proprio nel momento successivo a una conversazione. È un momento molto importante.
Cosa accade durante una conversazione
Quando due (o più) persone parlano tra loro, avviene uno scambio molto articolato e importantissimo, che non ha eguali nelle altre specie animali, per lo meno per quanto ne sappiamo oggi. In una conversazione, si confrontano due sistemi fisici, psicologici e cognitivi particolarmente complessi. Questi due sistemi – cioè le due persone – mettono in campo un ricco armamentario di capacità delle quali l’evoluzione ci ha dotato per mettere a frutto nel modo più efficace la nostra qualità più esclusiva, quella del linguaggio.

L’evoluzione ci ha dotti di potenti strumenti per comunicare e trasmetterci informazioni ed emozioni.
Mentre parliamo, processi cognitivi come l’interpretazione delle parole, del tono e del linguaggio del corpo avvengono contemporaneamente. Ciascuno dei due parlanti cerca di dedurre le emozioni, le intenzioni e i pensieri dell’altro. L’empatia permette loro di entrare in risonanza emotiva l’uno con l’altro, favorendo la connessione.
Durante la conversazione, l’interpretazione che ciascuno dà delle parole dell’altro svolge un ruolo cruciale. Essa è basata sulle esperienze passate e sui pregiudizi che ciascuno ha dell’altro.
La conversazione stessa è una nuova esperienza che lascerà il segno, perché entrerà a far parte del bagaglio cognitivo e interpretativo di ciascuno di noi. Detto in altre parole, parlare con gli altri ci cambia. Impariamo cose che non sapevamo, viviamo emozioni, modifichiamo le nostre visioni e i nostri piani.
Alla fine di una conversazione, siamo un po’ diversi da come eravamo all’inizio. Quella persona ci ha cambiati e un po’ di lei è entrato in noi. “Intersiamo”, come avrebbe detto Thich Nhat Hanh. Questo avviene sia con le persone che ci piacciono che con quelle che non ci piacciono.
I cambiamenti nel corpo
Anche dal punto di vista fisico, avvengono cose molto interessanti, che poi lasciano i loro strascichi. Ad esempio:
- A livello ormonale, le interazioni positive possono aumentare l’ossitocina, favorendo la fiducia e il legame, mentre quelle negative o il conflitto possono aumentare i livelli di cortisolo, indicando lo stress.
- A livello cerebrale, le neuroimmagini mostrano che durante le conversazioni i modelli di onde cerebrali in aree come la corteccia prefrontale e i lobi temporali possono allinearsi, migliorando la comprensione reciproca.
- A livello fisiologico, sottili cambiamenti, come microespressioni, dilatazione delle pupille o lievi movimenti dei muscoli facciali, rivelano le emozioni, che possono essere rilevate e interpretate inconsciamente dall’interlocutore.
- A livello di sistema nervoso autonomo, il sistema parasimpatico (riposo e digestione) può attivarsi durante interazioni calme e di supporto, favorendo il rilassamento, mentre il sistema simpatico (lotta o fuga) può attivarsi se la conversazione è stressante o conflittuale.
- Specifici ritmi corporei, come la respirazione o il battito cardiaco, possono sincronizzarsi, come hanno dimostrato alcuni studi.
- La sudorazione può intervenire in molti casi.
Come praticare la meditazione dopo una conversazione
Da quanto detto fin qui, è chiaro che un’esperienza come una conversazione lascia degli importanti strascichi a livello cognitivo, emotivo e fisico. Alcuni sono di breve durata, mentre altri sono destinati a durare a lungo, in certi casi per tutto il resto della vita.
Perciò vale la pena vivere questo momento in modo consapevole, non lasciarlo scorrere via insieme a tutto il resto, passando subito a fare qualcos’altro.
Ecco la pratica meditativa che ti propongo:
- Appena terminata una conversazione, di persona o al telefono, fermati per un minuto almeno ad ascoltare il tuo corpo.
- Senti cosa avviene specialmente nelle aree del corpo nelle quali le emozioni si manifestano maggiormente, come il viso, il torace, la pancia, le spalle, le mani, il ritmo del respiro o quello cardiaco.
- Osserva bene quelle sensazioni, ma senza dal loro un nome. Prova a praticare un’osservazione “non verbale”, non associata a pensieri.
- Rimani con le sensazioni e osservane il graduale dissolversi.
- Riconosci che in te è avvenuto un cambiamento, anche se può essere molto piccolo.
- Riconosci che adesso quella persona è un po’ di più parte di te, come te sei un po’ di più parte di lei.
Praticando in questo modo, possiamo portare veramente la meditazione a diventare parte integrante della nostra vita. Non un qualcosa “in più” che facciamo, ma un potente strumento di cambiamento.
Anche in ambito lavorativo questo esercizio può diventare molto significativo. Le conversazioni sul lavoro impattano in modo molto importante non solo sui nostri processi cognitivi, ma anche e molto di più sui nostri stati emotivi. Le conversazioni in ufficio, nell’organizzazione per la quale lavoriamo, con i clienti e con i fornitori, così come le riunioni e le call, svolgono un ruolo centrale per il nostro benessere mentale. Non trascuriamone l’importanza.
Per approfondire:
Thich Nhat Hanh – La nostra comunicazione è la nostra continuazione
Stefano Bettera – Mangiare e parlare in modo consapevole
Consulta l’indice tematico per approfondire i temi trattati qui: conversazione, linguaggio del corpo, consapevolezza delle sensazioni.
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