La dipendenza da smartphone esiste?

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Inauguriamo con questo articolo “Benessere digitale”, la rubrica di Monica Bormetti dedicata all’uso sano e consapevole degli strumenti digitali.

 

In poco più di 10 anni dalla sua creazione, lo smartphone è passato dall’essere un bene di lusso ad un bene di prima necessità, o per lo meno molto spesso è percepito così. Inizialmente in pochi, i più amanti della tecnologia, si buttavano nella spesa di un costoso telefono cellulare intelligente e ora invece si tratta di un oggetto che tutti posseggono. Infatti è nelle mani tanto di neonati quanto di pensionati, tanto di poveri quanto di ricchi, tanto di maschi quanto di femmine. Insomma, la razza umana è attratta magneticamente da questo oggetto quasi magico. C’è da dire che la vicinanza dell’essere umano agli schermi era stata già forte con il televisore, ora però la differenza è che lo smartphone è il primo dispositivo tecnologico che ci portiamo in tasca (o in mano) tutto il giorno. Non c’è mai una fine né per una condizione spaziale (è in contatto con noi ovunque) né temporale (ci invia stimoli sempre).

La fear of missing out

Oggi si parla di dipendenza da smartphone, da internet, FOMO (Fear Of Missing Out), Nomofobia (No More Phone Phobia) ecc. Insomma una serie di termini che vanno a declinare gli aspetti più problematici del rapporto che l’essere umano ha con il cellulare. La fantasia di molti si è sbizzarrita nella creazione di termini che vadano ad identificare le sfumature dei comportamenti esagerati che alcuni esseri umani assumono con gli schermi. C’è da dire però che da un punto di vista scientifico non c’è accordo sull’esistenza della dipendenza da internet. Ci sono pareri discordanti, ma allo stato attuale delle cose il disturbo non è inserito nel DSM-IV ovvero il manuale di psicodiagnostica utilizzato da psichiatri e psicologi a livello internazionale. Questa è una puntualizzazione utile per porre nella giusta cornice di riferimento la questione, dopodiché si prende atto che un problema talvolta c’è. Le aree in cui si palesa sono soprattutto tre: capacità cognitive, relazioni interpersonali e corpo. In tutti questi tre livelli precisiamo che lo smartphone non può essere considerato causa diretta di una serie di problemi che si manifestano, piuttosto è un elemento facilitante e che si pone in un rapporto di correlazione. Vediamo le tre aree una per volta.

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Smartphone e capacità cognitive

L’uso che facciamo dei dispositivi mobile agisce sul funzionamento della nostra attenzione, memoria e creatività. In generale possiamo dire che l’impatto è negativo quando usiamo il digitale come fonte di continuo intrattenimento evitando momenti di noia, rilassamento e profondità. Il continuo stimolo informativo proveniente dall’esterno allena la nostra mente ad operare in una modalità reattiva ostacolando il pensiero profondo.

Smartphone e relazioni interpersonali

Il modo in cui gli esseri umani stringono relazioni e si conoscono, sta cambiando nel mondo iperdigitalizzato in cui viviamo. Non significa che stia peggiorando, anzi oggi più di ieri riusciamo ad entrare in contatto con persone appartenenti a livelli gerarchici molto differenti e in luoghi geografici molto distanti, proprio grazie ad internet e ancor di più al cellulare. L’altro lato della medaglia però ci mostra un’epoca in cui proteggersi dietro uno schermo digitale nella costruzione di relazioni interpersonali, ci porta a costruire una nuova pelle protettiva nei confronti del mondo. E questo può rendere più difficoltoso lo scambio faccia a faccia una volta che si esce nel mondo fatto di atomi.

Smartphone e corpo

Il cellulare viene descritto come il nostro 79° organo, in aggiunta ai 78 che compongono il nostro corpo, proprio per descrivere l’importanza che ha anche a livello fisico. La postura che assumiamo nell’avere in mano uno smartphone è rilevante nell’evoluzione del corpo umano, se pensiamo che utilizziamo questo strumento per diverse ore della nostra giornata. Si parla di artiglio da smartphone per identificare i dolori al pollice che usiamo maggiormente sul piccolo schermo, ci sono poi i problemi legati alla vista e alla cervicale data la postura poco salutare cui ci costringe il mobile.

In conclusione, nonostante gli effetti del mobile a diversi livelli del nostro essere, ricordiamoci che si tratta di uno strumento che ampia moltissimo le possibilità dell’essere umano, se però usato con attenzione e consapevolezza.

[La foto è di jseliger2, Stati Uniti]
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[/column][column size=”two-third” last=”true”]#Egophonia: Gli Smartphone fra noi e la vita

Autore: Monica Bormetti
Editore: Hoepli
Data pubblicazione: 15 marzo 2019
ASIN: B07PMQJYV6
In sintesi: Lo smartphone è una protesi del nostro esistere. Le ricerche dicono che la media italiana trascorre quasi due ore al giorno sui social media. Non ne possiamo più fare a meno.
È diventato più potente dei computer che ci hanno portato sulla Luna. Eppure per moltissimi di noi è solo intrattenimento. Ma pensiamo mai agli effetti di tutto questo? Dove si pone il confine tra necessità e benessere? Tra ciò che siamo e lo strumento che adoperiamo. Questo libro propone una riflessione sul come noi esseri umani utilizziamo lo smartphone e su come potremmo usarlo più consapevolmente.
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