Meditazione guidata: La musica del respiro consapevole

la musica del respiro consapevole

La musica del respiro consapevole è una bellissima pratica di meditazione ispirata agli insegnamenti del poeta e maestro zen Thich Nhat Hanh. È molto adatta a essere praticata in momenti poco simpatici, quando siamo preda di emozioni sgradevoli come la rabbia, la paura, l’ansia, il dolore per la perdita di qualcosa o qualcuno.

Per capire come funziona questa musica del respiro consapevole, bisogna fare riferimento al concetto di “formazione mentale“, che è tipico della psicologia buddhista. Secondo questa dottrina, tutti i fenomeni sono impersonali e si manifestano non appena si verificano le varie condizioni che li determinano. Ciò vale per qualsiasi fenomeno fisico o mentale, come la fame, l’ansia, la gioia, il dimenticarsi qualcosa. Le formazioni mentali accomunano tutti gli esseri umani e includono pensieri, sentimenti, stati d’animo, atteggiamenti. Sono state classificate 51 formazioni mentali, che comprendono tutta la gamma di ciò che possiamo provare.

Se si prende in considerazione una qualsiasi formazione mentale – ad esempio l’avidità – e la si guarda in profondità, si deve constatare che essa è determinata da vari fattori – presenti e passati, interni ed esterni – in gran parte indipendenti dalla volontà della persona interessata. L’avidità sorge, si manifesta in modo variabile e prima o poi svanisce. Già se riuscissimo a osservare questo movimento, ci riuscirebbe più facile non identificarci in quello stato d’animo. Anziché dire “provo avidità” o “sono avido”, possiamo dire “è presente l’avidità”, che rappresenta una visione molto più realistica della realtà.

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Questo atteggiamento ci consente di osservare non solo con realismo, ma anche con equanimità ciò che ci accade, senza aggiungere né senso di colpa (per ciò che consideriamo negativo) né orgoglio (per ciò che consideriamo positivo). Ogni formazione mentale che emerge può essere osservata e lasciata andare.

Tutto ciò non è facile, si capisce. Allora arrivano maestri raffinati come Thich Nhat Hanh ad aiutarci a gestire una materia complicata come questa, perfino con un certo gusto del gioco.

I consigli di Thich Nhat Hanh

Le formazioni mentali si possono manifestare una alla volta o più di una insieme. Ogni volta che vengono fuori molte formazioni mentali difficili, Thich Nhat Hanh ci consiglia di dire loro: “Ascoltate tutte, avete la possibilità di esprimervi. Ma ora, ascoltiamo la musica”. La musica è il suono del nostro respiro consapevole. La consapevolezza è il musicista che usa lo strumento del nostro respiro come un violino per calmare e lenire dolcemente le nostre formazioni mentali difficili.

Nel breve video che segue, estratto da un suo discorso, Thich Nhat Hanh dice proprio questa cosa. Per facilitarci il compito, consiglia anche di usare delle brevi frasi (gatha) per accompagnare il movimento respiratorio, come ad esempio “Sono arrivato, sono a casa” e “Dentro, Fuori”, “Profondo, Lento”, Momento presente, Momento meraviglioso”.

Ecco di seguito il testo della meditazione guidata che, tengo a precisare, non è di Thich Nhat Hanh. È solo una mia interpretazione tratta dalle sue suggestioni.

Il testo della meditazione guidata

In questa meditazione sperimenteremo un tipo di relazione che può instaurarsi tra la consapevolezza del respiro e le formazioni mentali. Le formazioni mentali, secondo la psicologia buddhista, sono le diverse modalità che può assumere la mente quando si creano determinate condizioni. Esse comprendono i nostri stati d’animo, i sentimenti, i pensieri i desideri, eccetera.

In meditazione possiamo osservare il sorgere di determinate formazioni mentali, quelle che scaturiscono nel qui e ora. Potremmo ad esempio veder emergere la noia, la stanchezza, la gioia, l’attenzione, la tranquillità. L’insorgere di determinati pensieri rivolti al passato o al futuro potrebbe causare sentimenti come ansia, paura, odio, compassione, eccetera.

Spesso si manifestano diverse formazioni mentali insieme, anche tra loro contrastanti, che cercano di prevalere sulle altre.

Se ci concentriamo sulla respirazione, possiamo concepire questo ritmico inspirare ed espirare come una musica. È quella che il maestro zen Thich Nhat Hanh chiama la Musica della Respirazione Consapevole.

Immaginiamoci che questo movimento della respirazione sia come suonare il violino. È un movimento fluido, nel quale inspirazione ed espirazione si fondono in un movimento ritmico e continuo.

Ora, mentre seguiamo la musica della respirazione consapevole, torniamo a osservare quali formazioni mentali sono presenti: sentimenti, stati d’animo, pensieri ricorrenti, ricordi, preoccupazioni.

Invitiamo queste formazioni mentali a partecipare a questa musica, portiamole dentro questo ritmo e lasciamo che colorino la danza della vita che si sta svolgendo in questo momento.

Nel frattempo possiamo accompagnare il ritmo respiratorio con delle frasi tipo:

dentro / fuori
sono arrivato / sono a casa
momento presente / momento meraviglioso

sempre osservando la danza delle formazioni mentali

e sorridiamo loro.

L’audio della meditazione guidata

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[La foto è di Cottonbro, Russia]

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