Così pc e smartphone ci portano via lontano

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3 Risposte

  1. Felice ha detto:

    Concordo pienamente con questa tua riflessione. Adorno nei primi anni ’50 parlava già di oggetti feticci, oggetti status symbol, ma oggi accanto al feticcio tecnologico vi è anche, secondo me, una sorta di nuova alienazione dalla realtà dovuta in parte alla’enorme senso di vuoto e solitudine che aleggia nell’aria. Non voglio essere apocalittico ma credo che il conto che si pagherà in futuro per via di queste simbiosi con la rete sarà alto vorrei tanto sbagliarmi ma quando il virtuale prende il sopravvento sul reale i problemi si fanno seri e la tanto declamata quanto preziosa consapevolezza del qui ed ora va a farsi decisamente benedire. Complimenti per questo tuo sito e per il libro che ho acquistato e che sto leggendo con molto interesse.

  2. Michele ha detto:

    E’ questo sicuramente uno dei mali più grandi dell’uomo moderno, sempre più lontano da se stesso.
    Vorrei aggiungere, se mi permetti, il continuo perseverare delle persone attaccate a queste tecnologie, nel creare sempre più identità egocentriche di se stessi… finendo per non comprendere più chi si è veramente.
    E’ uno stato di confusione così imbarazzante, che porterà nel tempo a squilibri di personalità sempre più gravi..
    Si è caduti nell’ennesima spirale di sofferenza.
    Fortunatamente non tutti remano nella stessa direzione, nel mondo esiste una scintilla di speranza che può aiutare a portare ad un cambiamento radicale nella coscienza dei singoli. E questa però, è insita nel cuore di pochissime luci, purtroppo, troppo poche.

  1. 20 Aprile 2015

    […] Così pc e smartphone ci portano via lontano di Paolo Subioli […]

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