5 modi per meditare in metropolitana o su un mezzo pubblico

meditazione in metropolitana

La meditazione in metropolitana o su un altro tipo di mezzo pubblico è una delle pratiche più tipiche di Zen in the City, ma anche una delle più nutrienti. Il mezzo di trasporto pubblico è un posto particolarmente adatto, per meditare, poiché ci consente di avere del tempo a disposizione senza dover fare niente in particolare.

In autobus o in metropolitana, non c’è silenzio e c’è sovrabbondanza di stimoli visivi, ma viaggiare con questi mezzi è comunque un’ottima occasione per esercitare la consapevolezza, sia rispetto alle nostre sensazioni e stati mentali, sia rispetto al corpo. Ma possiamo anche praticare il puro godimento del momento presente. La metropolitana consente di mantenere una stabilità fisica maggiore, rispetto ad altri mezzi, ed è anche un po’ più facile trovare posto a sedere. Ma per chi non vive in una città dotata di questa meravigliosa tecnologia, c’è l’autobus, che va bene lo stesso.

Meditazione in metropolitana

La prima delle meditazioni che propongo è adatta al viaggio in metropolitana e sfrutta, in particolare, la suddivisione del tragitto in fermate. Sapendo in anticipo quante fermate dovremo affrontare, possiamo adottare, per ciascuna delle tratte percorse, una “gatha”, cioè una frase di guida per la meditazione.

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fermate metro

La meditazione in metropolitana sfrutta la suddivisione del percorso in fermate ben definite.

Naturalmente è difficile concentrare l’attenzione interamente sugli aspetti suggeriti dalle frasi guida, a differenza della meditazione seduta “formale”. Ad esempio, mentre mi concentro sul respiro che entra e che esce dal mio corpo, non posso evitare di essere stimolato da fattori esterni. Ad esempio, la voce che annuncia le fermate, o una persona che mi chiede il permesso (o mi spintona, magari) per farsi spazio tra i viaggiatori. Neanche sarebbe tanto logico: meditare non significa vivere in un altro mondo! Tanto meglio: c’è l’opportunità di mantenere sempre il contatto col respiro e stare pienamente con quello che c’è nel momento presente.

Oltre tutto, possiamo osservare le nostre reazioni: cosa provoca in me questa persona che mi ha urtato senza chiedermi scusa, e la mendicante che racconta a voce alta le sue presunte disgrazie per suscitare pietà, o il caldo soffocante, se l’aria condizionata non funziona? Ho fretta di arrivare a destinazione? Cosa provo, a stare a stretto contatto con questa gente intorno a me?

Ecco, di seguito, un esempio di sequenza adottabile nella meditazione della metropolitana per un tragitto di 5 fermate.

  1. Inspirando, so che sto inspirando.
    espirando, so che sto espirando.
    Dentro/fuori.
  2. Inspirando la mia inspirazione si è fatta profonda
    Espirando, la mia espirazione si è fatta lenta.
    Profondo/lento
  3. Inspirando, mi sento calmo.
    Espirando mi sento a mio agio; non sto più lottando.
    Calma/agio.
  4. Inspirando, sorrido.
    Espirando, mi libero da tute le ansie e preoccupazioni.
    Sorrido/lascio andare.
  5. Inspirando, dimoro nel momento presente.
    Espirando, so che è un momento meraviglioso.
    Momento presente/momento meraviglioso.

Questo testo specifico è tratto da un libro: Thich Nhat Hanh, Il cuore dell’insegnamento del Buddha, Neri Pozza editore, 2000.

Nel file che allego, ci sono in tutto 4 sequenze, per un numero di fermate in totale che va da 2 a 5. Per un numero superiore, si possono adottare cicli di 2 o più fermate, oppure inventare altre “gatha”. Il foglio, una volta stampato, può essere tagliato o ripiegato in 4, in modo che possa entrare nella tasca della giacca, o nella borsa.

 

Ascoltare la musica della metropolitana

Il secondo esercizio che propongo, pur essendo ideale per viaggi in metropolitana, è applicabile ovunque. Esso consiste nel concentrarsi sui suoni del treno, utilizzando l’udito per connettersi agli oggetti sensoriali, senza attribuire loro un significato immediato. L’obiettivo è percepire i suoni nella loro essenza, prima che la percezione li trasformi in concetti come accelerazione o rallentamento, rimanendo nell’esperienza pura della sensazione uditiva. Concentrandosi sui rumori del treno, si impara a distanziarsi dalle abituali interpretazioni, promuovendo una presenza mentale più attenta e meno giudicante.

Vedi esercizio completo: Ascoltare la musica della metropolitana

Meditazione su un mezzo pubblico qualsiasi

Per meditare in autobus o metropolitana, inizia focalizzandoti sul respiro, per poi osservare il corpo, sia se seduti sia in piedi, notando posizione, simmetria, e contatto con il suolo. Questo approccio porta a una consapevolezza della propriocezione, o la percezione della posizione del proprio corpo, soprattutto quando ci si aggrappa per mantenere l’equilibrio. Concentrandosi su un punto, come la mano che afferra un sostegno, si mantiene al contempo una consapevolezza diffusa su tutto il corpo, regolando posture e tensioni. La pratica si estende a un body scan per identificare e rilassare zone di disagio, trasformando il viaggio in un momento di ristoro e non di stress, evidenziando come la meditazione possa contribuire significativamente al benessere personale, anche in contesti quotidiani e potenzialmente stressanti come i trasporti pubblici.

Vedi esercizio completo: Meditazione su un mezzo pubblico

Il mantra dell’Equanimità

Quando siamo in mezzo alla gente qualsiasi, come su un mezzo pubblico, è facile indulgere al giudizio sugli altri basato solo sull’aspetto esteriore. Può perciò essere utile usare il verso “La pace è questo momento senza giudizio”, tratto dalla omonima poesia di Dorothy Hunt, come se fosse un mantra. La pratica consiste nel ripetere mentalmente la frase in continuazione, idealmente sincronizzandola con il proprio respiro: “la pace è questo momento” all’inspirare e “senza giudizio” all’espirare. Questa divisione aiuta a interiorizzare il profondo significato di entrambe le parti del verso. Il mantra rivela la sua forza proprio quando applicato sul campo, nella vita quotidiana, promuovendo un’esperienza di pace interiore costante e senza giudizi.

Leggi la poesia completa: Dorothy Hunt – La pace è questo momento senza giudizio

Amore sull’autobus

Questo esercizio si basa sulla pratica di metta, che invita a rivolgere gentilezza amorevole verso sé e gli altri, indipendentemente dalla loro relazione con noi. Originaria del buddhismo, ma senza connotazioni religiose, metta inizia con auguri di felicità per sé, poi si estende ad amici, persone neutre, e infine nemici. Nei mezzi pubblici, dove siamo circondati da sconosciuti, possiamo inviare mentalmente auguri di felicità, sicurezza e libertà da rabbia, paura e ansia. È un esercizio che migliora il benessere di chi lo pratica, promuovendo un’esistenza più aperta e generosa. La pratica di desiderare il bene altrui arricchisce l’esperienza di viaggio e la vita stessa, estendendosi idealmente a tutti gli esseri viventi.

Vedi esercizio completo: Amore sull’autobus

Fare finta che l’autobus sia fermo

Questo esercizio propone un interessante gioco percettivo durante viaggi in autobus o tram, invitando a immaginare che non sia il mezzo a muoversi, ma tutto ciò che si vede al di fuori del finestrino. Accogliendo con calma ciò che appare nel campo visivo, osservandolo senza giudizio, desiderio o rifiuto, e infine lasciandolo andare, si può sperimentare la vera quiete mentale.

Praticando regolarmente questa forma di meditazione si può raggiungere una profonda saggezza, apprendendo a gestire le percezioni e le reazioni emotive con equanimità, trasformando semplici spostamenti quotidiani in opportunità di crescita personale e comprensione interiore.

Vedi esercizio completo: Fare finta che l’autobus sia fermo

Scarica il testo completo per la meditazione in metropolitana:




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    [La foto è di diGital Sennin]

     

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    Paolo Subioli

    Insegno meditazione e tramite il mio blog Zen in the City propongo un’interpretazione originale delle pratiche di consapevolezza legata agli stili di vita contemporanei.

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